LOST: spiegazione del finale

Maggio 26th, 2010 by giancarlo

Ok, “capito” è una parola grossa. Però ci proviamo: se è vero che il fascino di Lost ha molto a che fare col mistero e col non detto, è vero anche che questo finale è molto meno aperto di quanto possa sembrare. E che molte delle cose che sembrano non tornare in realtà in qualche modo tornano, mettendo insieme un po’ di pezzi. Cominciamo.
Siamo sull’isola, in un tempo presente che identifichiamo nell’anno 2007. Jack, Kate e Hugo si dirigono verso il posto più importante dell’isola – d’ora in poi, la Luce – mentre Sawyer raggiunge il pozzo dove il finto Locke – d’ora in poi, Smokey – ha gettato Desmond. Sawyer trova sul posto Smokey e Ben, e dal loro dialogo abbiamo la conferma definitiva che Smokey ha bisogno di distruggere l’isola per andarsene, per essere libero. D’altra parte Jacob lo aveva spiegato in uno degli episodi precedenti: l’isola è un tappo, impedisce al male di diffondersi nel mondo.

Impedisce al male di diffondersi nel mondo? Ma non c’è già un sacco di male, nel mondo? Sì. Probabilmente per male non si intende semplicemente morte e malvagità e corruzione dell’animo umano, bensì proprio la distruzione fisica del mondo. Jacob ne parla in questi termini: la fine, la fine di tutto, la morte di tutti. E quando Desmond toglie il tappo dalla Luce, l’isola inizia effettivamente a sbriciolarsi. Probabilmente il mondo avrebbe fatto la stessa fine di lì a poco, se Jack non avesse rimesso il tappo. Questo ci porta a un’altra domanda non da poco: cos’è l’isola? Quello che sappiamo è che un posto che contiene una gigantesca energia – quella che la Dharma era venuta a studiare, cercando di controllarla con cose tipo la stazione del Cigno – e che comunque fin dall’alba dei tempi gli uomini cercano di possedere (questo ci dice la statua col piedone: che l’isola ha una storia più che millenaria). Che quell’energia è talmente preziosa che deve essere sorvegliata e protetta da alcune persone speciali, e che è possibile tramandare questo ruolo. Per il momento chiudiamo qui la parentesi, ne riparliamo più avanti.

La conferma che Smokey deve distruggere l’isola, per lasciarla, ci dice anche un’altra cosa: che non ha mai pensato di andarsene in aereo. E che l’aereo è sempre stato per lui un’esca per attirare i naufraghi, guadagnare la loro fiducia, utilizzarli per raggiungere i suoi scopi e tenerli lontani da Jacob. Sawyer raggiunge Jack e il gruppo decide di dirigersi alla Luce, dove sono certi staranno arrivando anche Smokey e Ben. Intanto scopriamo che Desmond è stato salvato da Rose e Bernard. Arriva Smokey e ottiene che Desmond lo segua. Dall’altra parte dell’isola, Miles trova Richard, che era stato colpito dal fumo nero nell’episodio precedente: e scopriamo che da quel momento Richard ricomincia a invecchiare. Prendono una barca per andare a distruggere l’aereo – pensano sia necessario per impedire a Smokey di lasciare l’isola – e in mare trovano Lapidus, sopravvissuto all’esplosione del sottomarino. Decidono di usare l’aereo per andare via.

Procedendo verso la Luce, il gruppo di Jack e quello di Smokey si confrontano. I due si affrontano a muso duro e promettono di uccidersi a vicenda. Jack non ha un’idea precisa di come fare, e si affida a Desmond. Il piano di Smokey non è molto diverso: tirare giù Desmond e vedere che succede. In realtà, scopriremo poi, hanno ragione entrambi. Prima di essere calato giù per la Luce, però, Desmond dice a Jack che niente di tutto quello importa, perché esiste un’altra realtà – parla dei flash sideways, ci arriviamo – ed è una realtà migliore di quella in cui stanno vivendo. Jack risponde a Desmond che non è vero, che tutto quello che sta accadendo importa eccome.

Veniamo ai sideways. Prima cosa fondamentale da capire, per comprendere tutto il resto: non è una realtà alternativa. Non è una realtà alternativa. Non è nemmeno paragonabile ai flashback e ai flashforward delle precedenti stagioni: quelli narravano cose successe sul serio, reali, queste no. È inutile lambiccarsi con tesi tipo “erano tutti morti fin dall’inizio” o “niente è accaduto per davvero”, perché questa è paradossalmente una delle poche cose a cui viene data una risposta chiara e univoca. Lo dice Christian Shephard, nell’ultima scena. Tutto quello che è successo sull’isola è vero e reale, “il periodo più importante della tua vita”. Quello che è successo nei sideways, invece, non è mai successo per davvero. Il mondo dei sideways è un mondo che non ha una precisa collocazione nello spazio e nel tempo: è un posto che i naufraghi hanno creato per avere modo di ritrovarsi una volta morti – a prescidere dal quando sono morti – così da poter passare insieme alla fase successiva, che poi sarebbe la vita dopo la morte. Quindi sì, un limbo. Si spiega così, per esempio, l’assenza di Michael nella chiesa, che sappiamo essere imprigionato sull’isola a causa delle sue colpe. O quella di Mr. Eko, che prima di morire sull’isola raggiunge la pace interiore: non ha bisogno di passare dal purgatorio. Questo spiega anche le tante incongruenze temporali dei sideways: nel giro di mezza giornata Locke chiede a Jack di essere operato, Jack lo opera e Locke riesce a camminare. Altra questione, sui sideways: qual è il criterio che sta dietro le nuove vite dei personaggi? Perché alcuni sono felici e altri no? Nei sideways ogni persona ha creato per sé una realtà basata sul problema cronico della sua vita reale: Jack aveva problemi con suo padre, e nei sideways tutto è incentrato sul rapporto con suo figlio; Sawyer passa la vita a cercare il vero Sawyer, il truffatore, e nei sideways è un detective che dà la caccia ai truffatori; Sayid non pensa di meritare l’amore di Nadia, e nei sideways di fatto vi rinuncia; Kate e Claire girano intorno al tema della maternità; Ben ha una paternità irrisolta con Alex sia nella realtà che nei sideways; Charlie cerca qualcosa di “vero” in una vita “finta” come quella di una star… Tutti hanno mantenuto un legame con la loro vita reale, e solo quando se ne rendono conto – grazie a Desmond, che di fatto è la loro costante – raggiungono la pace, comprendono il senso delle loro esistenze e sono pronti per passare – “let go, move on” – alla fase successiva, la vita dopo la morte.

Torniamo sull’isola. Jack e Smokey calano Desmond nella Luce. Desmond arriva in una sorgente e urla come quando Widmore lo espone alle onde elettromagnetiche, mostrando perché solo lui poteva resistere e calarsi laggiù. Desmond rimuove una sorta di tappo dalla sorgente: l’acqua si asciuga, la luce si spegne, l’isola inizia a distruggersi. Smokey dice a Jack che aveva ragione lui, ma quando Jack gli dà un pugno Smokey perde sangue e si riscopre mortale. Cos’è successo? Diciamo che entrambi avevano ragione a metà. Desmond ha interrotto la Luce, e così facendo ha dato inizio alla distruzione dell’isola e probabilmente del mondo. Una distruzione totale alla quale nemmeno Smokey sarebbe sopravvissuto: cosa che forse non sapeva nemmeno lui. La vittoria del male è la distruzione di tutto, e non passa per la sopravvivenza di alcuna entità, sia pure maligna.

Jack e Smokey iniziano a picchiarsi, Jack viene ferito mortalmente al fianco ma mentre Smokey sta per dargli il colpo di grazia Kate lo uccide, sparandogli. Jack capisce che deve andare nella Luce per rimettere tutto a posto, Ben e Hugo vanno con lui (anche loro, come Jack solo una puntata prima, capiscono che è loro destino restare sull’isola), Sawyer e Kate raggiungono Lapidus, Miles e Richard all’aereo, e sulla strada portano con loro pure Claire.

Jack ritorna alla Luce, convince Hugo a diventare il nuovo protettore dell’isola e si cala giù nella sorgente. Rimette a posto il tappo e, quindi, ferma la distruzione dell’isola e del mondo. L’acqua lo riporterà poi in superficie. Intanto Hurley, nel suo nuovo ruolo di protettore dell’isola, decide di aiutare Desmond a tornare a casa e chiede a Ben di fare da suo braccio destro: Ben accetta, coronando così l’aspirazione di una vita (ricorderete tutti le frustrazioni di Ben nel suo rapporto con Jacob). Jack intanto non è ancora morto, si risveglia e camminando si trascina nel posto in cui si risvegliò subito dopo l’incidente aereo, nel primo episodio della serie. Qui è tutta una grande citazione: Jack crolla per terra, la telecamera indugia sulla scarpa di suo padre, Vincent arriva a leccargli la faccia, Jack fa in tempo a vedere partire l’aereo dei suoi amici e muore, chiudendo gli occhi in una sequenza che si richiama direttamente alla prima scena della serie, e al suo occhio che si apre.

Torniamo ai sideways e alla famigerata ultima scena della serie. Desmond continua a risvegliare i suoi amici, e li raduna tutti nello stesso posto approfittando di un concerto. Volta per volta questi si riconoscono, ritornano a essere consapevoli di quello che hanno vissuto insieme e diventano quindi pronti per passare alla fase successiva. Man mano che si risvegliano, i naufraghi si dirigono verso una chiesa. Fuori dalla chiesa Locke incontra Ben e lo perdona per averlo ucciso. Poi arriva Hurley, che si congratula con Ben per essere stato un ottimo numero due; Ben ricambia, dicendo a Hugo che è stato un gran numero uno. L’ultimo a svegliarsi è Jack, toccando la bara dentro la quale pensa di trovare il cadavere di suo padre. Invece suo padre è dietro di lui e gli spiega quanto abbiamo già detto sopra: che loro sono tutti morti, prima o poi (Hurley, per esempio, potrebbe anche essere morto mille anni dopo il naufragio) e che quel posto, i sideways, non ha una precisa collocazione spazio-temporale. Jack e suo padre entrano in chiesa, tutti si abbracciano con tutti, grandi lacrimoni, e tutti pronti a passare alla fase successiva.

Qui finisce Lost. Alcuni hanno speculato sul fatto che la sequenza dei titoli di coda – i rottami dell’Oceanic 815 su un’isola disabitata – indicherebbe un finale a sorpresa, tipo “erano tutti morti fin dall’inizio”. Non bastassero le esplicite dichiarazioni fatte dai personaggi a dimostrare che non è così, si sappia che quella sequenza non è stata scritta dagli sceneggiatori di Lost, bensì inserita dalla ABC per fare da “transizione morbida” dalla fine della puntata al telegiornale che sarebbe andato in onda di lì a poco. ABC lo ha detto ufficialmente: quella sequenza non fa parte della puntata. La puntata, la stagione e la serie finiscono con la grande scritta Lost. Il resto – solo il resto! – è storia.

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Lost, il finale spiegato da uno degli sceneggiatori sul forum di Darkufo - (traduzione di Fulvia Leopardi per Televisionando.it)

Maggio 25th, 2010 by giancarlo

Nel sito di Darkufo è apparso un post fiume nel quale uno degli sceneggiatori di Lost - o comunque uno che lavora per la Bad Robot - spiega il series finale di Lost; non è certo che quanto contenuto nell’articolo sia veritiero (e che lo sceneggiatore sia veramente chi dice di essere) ma noi di Televisionando vi proponiamo la traduzione dei punti principali dell’articolo fiume, invitandovi ovviamente a non leggere se non avete visto il finale di Lost e a postare eventuali correzioni nei commenti se doveste trovare degli strafalcioni (è anche possibile, avendolo tradotto in tempo brevissimo!)

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“Era tutto vero, tutto quello che è successo è che abbiamo visto per sei stagioni era vero; dimenticatevi l’immagine finale del disastro aereo, è stata messa intenzionalmente per confondere le persone: si sono schiantati, sono sopravvissuti, hanno scoperto gli altri e la Dharma, l’Isola era la bilancia del bene e del male nel mondo, ha sempre avuto e sempre avrà questo ruolo, Jacob non è stato il primo, Hurley non sarà l’ultimo, anche se Jacob ha dovuto fare i conti con un nemico (MIB) che né sua madre né Hurley hanno dovuto affrontare. (Jacob) ha creato il diavolo e ha dovuto trovare un modo per ucciderlo, anche se le regole glielo impedivano“.

Comincia così il post del misteriosi autore di Lost, secondo cui proprio da questo divieto sarebbe nato il piano di Jacob di portare sull’Isola i candidati per uccidere MIB, “una lunga lista di candidati estesasi per generazione, anche se ogni volta che portava qualcuno lì, arrivava MIB a corromperli ed a farli uccidere l’uno con l’altro. Questo finché non è arrivato Richard, che ha spiegato a Jacob come questi avrebbe dovuto avere un ruolo più attivo, altrimenti il suo piano non avrebbe funzionato“.

Anche la Dharma sarebbe stata portata lì da Jacob per uccidere MIB, ma MIB ha interferito con questi piano corrompendo Ben (NOTA DI TELEVISIONANDO: ed in effetti ha un senso, laddove Ben dice “qui è dove io convocavo il mostro di fumo nero, anche se poi ho scoperto che era lui a convocare me”). “Ben pensava di fare il lavoro di Jacob quando faceva il lavoro di MIB. (Ben) era il leader, parlava per Jacob: è per questo che gli Altri uccisero quelli della Dharma e poi tentarono in tutti i modi di uccidere Jack, Kate, Sawyer, Hurley e tutti i candidati: era MIB che lo voleva, perché MIB non poteva ucciderli da sé“.

Ma quindi la Dharma è buona o cattiva? Inizialmente era buona, poi - secondo l’autore del pezzo originale in inglese - è stata corrotta da MIB e distruttta da Ben: non è chiaro a cosa servisse realmente questa Dharma Initiative, se è stata portata sull’Isola per uccidere Smokey o perché Jacob aveva dei candidati nella Dharma. “Gli sceneggiatori - spiega l’autore del post - non hanno scelto di non rispondere, perché qualunque risposta avessero dato sarebbe stata peggiore di quella che voi avreste pensato. Ma il fine della Dharma non era senza senso e neanche vago“.

Un altro punto su cui si insiste è il libero arbitrio, “Jacob - afferma l’utente - voleva che i suoi candidati avessero l’unica cosa che né lui né suo fratello hanno avuto, la libertà di scelta“. Sì certo, non è che hanno scelto di cadere sull’Isola, ma una volta finiti lì “hanno potuto scegliere cosa fare. Magari sapeva che Jack avrebbe ptotuto uccidere Flocke e che Hurley sarebbe stato il nuovo Jacob, magari non lo sapeva, ma ‘destino vs libertà di scelta’, ’scienza vs fede’ è sempre stato l’ìarchitrave dello show“.

Secondo lo sceneggiatore, “penso che Jacob sapeva dall’inizio cosa sarebbe successo, che nel corso delle sei stagioni di Lost tutti avrebbero avuto una ruolo nell’aiutare Jack ad uccidere Smokey e fare di Hurley il nuovo Jacob. Molti tra noi sceneggiatori la pensano così, ma non hanno voluto o potuto dirlo esplicitamente: alla fine di Lost, Jack riesce a fare tutto quello che avrebbe voluto fare dal primo episodio dello show, salvare i Losties, spedire Kate e Sawyer fuori dall’Isola, dare ad Hurley uno scopo, quello che a lui (Jack) è mancato per tutta la vita“.

Ed anche nei flashsideways è Jack a salvare tutti, aiutandoli ad andare avanti: secondo il misterioso autore, “il mondo dei sideways è dove le cose diventano veramente cool in termini di teologia e metafisica. Lost ci mostra come nella nostra vita siamo tutti collegati ad un certo numero di persone, anime gemelle (anche se non è la definizione esatta). Ci sono persone cui siamo collegati durante i momenti più importanti della nostra vita (che poi sono le parole di Christian), queste sono le persone che incontriamo da una vita all’altra“.

Alla base di Lost ci sarebbe quindi l’induismo ed un sacco di altre filosofie religiose, il tutto riunito nel concetto che “inconsciamente i Lostaways hanno creato un mondo dove possano esistere come nel purgatorio finché non si risveglieranno e si ritroveranno l’uno con l’altro. Quando si saranno trovati, potranno andare avanti. Lost è uno show sul concetto di vita nell’aldilà, secondo lo show tutti si creano un purgatorio personale con le loro anime gemelle trovate nel corso della vita, e restano lì finché, tutti insieme, non sono pronti ad andare avanti. Anche se non siete persone religiose o comunque spirituali, l’idea che viviamo e moriamo insieme è profonda e commomente“.

Insomma, secondo il misterioso autore del messaggio, “queste persone dovevano essere insieme su quell’aereo, avrebbero dovuto vivere quell’esperienza, non tanto per Jacob ma perché l’universo o Dio, a seconda di cosa credete, volevano che così fosse. Lost è stato sempre scienza vs fede, ed alla fine ha scelto la fede, una scelta che risponde alla domanda di fondo dello show, una risposta che è di fondo al mistero dell’Isola, dei personaggi, di ogni svolta narrativa. E quanto poi vorrete estrapolare da questa risposta è affar vostro“, spiega l’autore del messaggio, che fa l’esempio di come alla fine della prima stagione di Lost pensammo che la risposta fosse nella botola, poi scoprimmo che quella botola era una stazione, una di tante. Che anche questo finale di Lost sia solo l’anello di una lunga catena?

Secondo il messaggio, il purgatorio/flashsideways è contrapposto all’Isola, quando Michael dice ad Hurley che lui (lui Michael, ndT) non può lasciare l’Isola, è perché con le sue azioni si è dimostrato indegno; i protagonisti che abbiamo visto alla fine (praticamente tutti i principali della prima stagione, più qualche new entry ’secondaria’) erano tutti collegati tra loro e solo tutti insieme si sono risvegliati e sono andati avanti: “Sono tutti collegati e destinati a stare insieme per l’eternità, non sono collegati ad Anna Lucia, Daniel, Rousseau, Alex, Miles, Lapidus, etc“. Eppure parte di queste persone esistono nel mondo parallelo, ma quando potranno accedere alla loro versione della chiesa è una cosa che dobbiamo decidere noi, anche se al misterioso sceneggiatore piace pensare che prima o poi anche loro troveranno le loro anime gemelle, che però non sono collegate alle persone sull’Isola.

E per chi si chiede come mai Ben non sia potuto entrare nella chiesa, beh, secondo l’autore “è perché non si è connesso con le persone di cui aveva bisogno, deve svegliare la Rousseau, Alex, Ana Lucia (forse), Ethan, Goodspeed, suo padre ed il resto delle persone. Per ripulirsi dai suoi peccati deve fare di più che essere il numero due di Hurley, deve essere quello che Hurley e Desmond hanno fatto per i nostri Losties, aiutarli a connettersi tra loro, e solo dopo potrà andare avanti“, un discorso che vale anche per Faraday, Charlotte, Whidmore, Hawkins e tutti gli altri.

Ma la ragione per cui Ben non è nella Chiesa non è solo questa, secondo il nostro la fine di Lost che abbiamo visto poche ore fa “è stata scritta alla fine della prima stagione e non è mai cambiata. Gli stessi sceneggiatori hanno detto (e nessuno gli ha mai creduto) che sapevano la fine di Lost sin dal primo episodio. Originariamente Ben doveva apparire solo per tre episodi, poi è diventato una parte importante dello show: potevano cambiare il finale e metterlo nella chiesa, invece gli hanno dato un brillante momento con Locke fuori dalla chiesa…e poi tutto è finito“. Per chi se lo chiede, “la fine - da quando Jack tocca la bara a quando l’occhio di Jack si chiude - è di JJ Abrams l’hanno mantenuta“.

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“Alla fine di tutto - conclude lo sceneggiatore - per me Lost è stata una pietra miliare che ha fatto i conti con la fede, l’aldilà, e tutte queste grandi questioni spirituali che gli altri show non hanno mai trattato. E non hanno mai rinunciato alla storia di fondo, nonostante tutti gli elementi sci fi: aver saputo camminare su questa pericolosa fune creativa ed essere sopravvissuti, è semplicemente meraviglioso“.

Fonte: televisionando.it / http://www.fulvialeopardi.it/

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ESPORTAZIONE ACCOUNT OUTLOOK 2007

Maggio 19th, 2010 by giancarlo

ACCOUNTS:
bisogna andare in START > ESEGUI > REGEDIT
cercare la seguente cartella:

HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Windows Messaging Subsystem\Profiles

e dal menu’ FILE selezionare ESPORTA file di registrazione in formato .reg

Per le REGOLE invece e’ sufficiente usare la voce Opzioni > Esporta regole
che si trova nel wizard in Strumenti > Regole e Avvisi

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